• Maculopatie dopo i 50 anni: impara a riconoscerle

    Maculopatie dopo i 50 anni: impara a riconoscerle

    Il naturale processo di invecchiamento, ma anche l’indulgere in attività poco salutari come il fumare, unitamente a problemi cardio-vascolari e di obesità, può favorire l’insorgenza delle cosiddette maculopatie.

     

    Le maculopatie sono patologie che colpiscono la macula, una piccolissima parte dell’occhio, ma la più importante: essa è infatti l’area al centro della retina deputata al funzionamento della visione distinta centrale – ovvero quella che tutti noi utilizziamo per riconoscere i volti, guidare, o leggere articoli come questo. Ad essere colpite dalle patologie maculari sono soprattutto le persone con più di 55 anni di età.

     

    Le funzioni visive possono risultare fortemente danneggiate dalle maculopatie, in particolar modo qualora esse vengano sottovalutate. Pur non esistendo infatti, ad oggi, delle terapie totalmente risolutive per tutte le tipologie di maculopatie, è la prevenzione a ricoprire un ruolo fondamentale nella salute di chi ne è affetto, in quanto essa, agendo efficacemente sui fattori scatenanti delle degenerazioni, ne impedisce eventualmente la comparsa.

     

    Ne consegue che saper riconoscere per tempo i sintomi delle maculopatie e sottoporsi ad un ben strutturato percorso di diagnosi e prevenzione rappresenta oggi la miglior risposta possibile a questo tipo di problematiche. Si calcola che oggi, in circa il 50% dei casi, sia possibile prevenire con efficacia l’evoluzione delle maculopatie, prima che esse presentino effetti invalidanti della vista.

     

    In questo articolo troverai alcune informazioni preliminari sui sintomi e sulla diagnosi delle maculopatie. Le modalità con cui le patologie maculari vengono trattate verranno presentate in un prossimo articolo: continua a seguirci!

    Maculopatie: sintomi, classificazione e diagnosi

    I sintomi

    Inizialmente, le maculopatie esordiscono con un calo della vista. Esso può essere lento e progressivo, oppure improvviso, qualora sia dovuto a problemi vascolari.

     

    La visione distorta delle immagini, la cosiddetta metamorfopsia, è un ulteriore sintomo comune nelle maculopatie, e, come tale, va preso fortemente in considerazione.

     

    Con l’evoluzione della patologia, la visione centrale risulta sempre più compromessa: è possibile notare una zona di non-visione al centro del campo visivo, una sorta di macchia che permette di vedere solamente gli oggetti posti ai suoi margini.

    Attenzione: qualora questa macchia si prefiguri come di colore ed intensità variabili, potrebbe trattarsi non di maculopatie, bensì di neurite ottica. Consulta i nostri specialisti per avere chiare risposte in merito.

     

    Le tipologie

    Una prima distinzione va fatta tre maculopatie di origine ereditaria e maculopatie acquisite. Tra le maculopatie acquisite, in particolare, la degenerazione maculare legata all’età rappresenta la maggiore causa di cecità legale nel mondo occidentale.

     

    E’ inoltre possibile distinguere tre tipologie di patologie maculari.

    1. Patologie dell’interfaccia vitreo retina/macula

    Le patologie dell’interfaccia vitreo retina/macula sono dovute a trazioni anomale della gelatina all’interno dell’occhio, il vitreo, o alla formazione di un pucker maculare, ossia una sorta di membrana sulla macula.

    Le trazioni del vitreo possono causare veri e propri buchi nella macula, portando a visione distorta e, nei casi più gravi, alla perdita della visione centrale.

    Il pucker maculare provoca anch’esso distorsione e riduzione della visione.

    2. Patologie vascolari della retina e della macula

    Tali patologie sono causate da occlusioni delle arterie e delle vene retiniche. A loro volta, le occlusioni portano a ischemia della retina con prognosi visiva negativa. Fa parte di questo gruppo di patologie maculari l’edema maculare diabetico, una tipologia di edema che colpisce chi è già affetto da retinopatia diabetica. Il diabete, infatti, portando un danno del microcircolo in tutti i distretti del corpo, può colpire anche la retina. Non solo: in caso di proliferazione della retinopatia diabetica, si corre il rischio di un sanguinamento all’interno dell’occhio, con possibile conseguente glaucoma neovascolare.

    3. Patologie degenerative della macula

    Nel novero delle patologie degenerative della macula rientrano la degenerazione maculare senile – sia secca che essudativa, la maculopatia miopica e altre forme di maculopatia, alcune anche di origine genetica e familiare.

    Ad essere colpite da maculopatia senile secca e maculopatia senile umida sono le persone di età avanzata. La forma secca è caratterizzata da una degenerazione degli strati della macula. Come effetto principale, si ha la perdita della visione centrale. Tra la cause di questa forma di maculopatia, vanno ricordate l’eventuale predisposizione genetica e vari fattori ambientali, come alimentazione, fumo di sigaretta e foto esposizione, che possono peggiorare l’evoluzione. La forma secca di maculopatia può evolvere in forma essudativa, con la quale si formano neovasi che, sovvertendo l’architettura della macula, provocano uno stravaso (essudazione), accompagnato dal sollevamento e accumulo di liquido nella macula stessa.

     

    Le forme di degenerazioni della macula sono diverse: tra queste, vale la pena citare una delle meno rare, ossia la la corioretinopatia sierosa centrale, che si contraddistingue per un accumulo di liquido sotto la macula e che può colpire anche le persone di giovane età.

     

    Diagnosi

    Il processo di diagnosi delle maculopatie parte con una visita oculistica completa. Durante la visita, lo specialista in Oftalmologia si occupa di valutare lo stato della retina. Tale valutazione avviene mediante l’esame del fondo oculare in midiriasi, ossia in seguito a somministrazione di uno speciale collirio, il cui fine è la dilatazione della pupilla.

    L’esame del fondo oculare consente di visualizzare le strutture interne del bulbo oculare con uno strumento denominato oftalmoscopio. In tal modo, lo specialista, supportato da immagini digitali a colori, può osservare la retina con attenzione e riscontrare un’ eventuale evoluzione della patologia maculare.

     

    Al fine di una corretta diagnosi delle maculopatie, è fondamentale che il paziente venga sottoposto anche al test della griglia di Amsler, un reticolo costituito da righe orizzontali e verticali. Il test viene così svolto: si chiede a paziente di porsi ad una distanza di 30 centimetri – indossando gli occhiali nel caso in cui sia presbite, di chiudere un occhio e di osservare il punto nero situato al centro della griglia. Qualora il paziente sia affetto da maculopatie, egli riferirà di vedere, anziché linee dritte e perpendicolari tra loro, zone ondulate e sfocate. Valutando la capacità visiva del paziente intorno ad un punto di fissazione, lo specialista è in grado di seguire il procedere della malattia.

     

    A visita conclusa, qualora lo ritenga necessario, lo specialista potrebbe prescrivere un importante esame: l’OCT.

    L’OCT, ossia la Tomografia a Coerenza Ottica, permette l’analisi approfondita della retina e della macula. Nello specifico, l’OCT fornisce allo specialista immagini della retina e, di conseguenza, preziose informazioni sul suo spessore, sulla sua struttura e sul rapporto tra i diversi livelli che la costituiscono. L’esecuzione di scansioni molto precise, rese possibili da strumentazioni computerizzate, consente di ottenere fotografie retiniche, dette tomogrammi, attraverso cui lo specialista può analizzare le alterazioni strutturali e identificare sede e profondità delle lesioni. L’esame OCT è assolutamente non invasivo e di semplice e rapida esecuzione: dura infatti tra i 10 e i 15 minuti.

    Inoltre, ai fini di uno studio della vascolarizzazione retinica, si procede in genere con fluorangiografia e angiografia con indocianina, ossia con lo studio della vascolarizzazione retinica mediante l’iniezione di coloranti.

    L’importanza della diagnosi: la parola degli esperti

     

    Ma che ruolo ricoprono le visite specialistiche e la diagnosi nella lotta alle maculopatie? “E’ chiaro come le patologie della macula comportino una notevole riduzione della vista.

    E’ altresì chiaro come la prevenzione e la diagnosi precoce giochino un ruolo fondamentale.” Così spiega il dott. Guido Caramello, specialista in Oftalmologia presso il Centro Abax di Cuneo, che aggiunge: “Importante è la visita di controllo periodica per evidenziare patologie non ancora sintomatiche, ma ancora più importante il controllo immediato, laddove si presenti calo di vista specie se associato a metamorfopsie. In tal senso, visita oculistica e approfondimenti diagnostici sono da eseguire tempestivamente. Più tempestiva è la diagnosi, più precoce è il trattamento, e, di conseguenza, migliore è la prognosi.”

     

    Come abbiamo visto, esiste una certa varietà di patologie maculari: per questo, è importante che un centro medico che si occupi di Oftalmologia abbia a disposizione gli strumenti per procedere con diagnosi corrette e celeri di questo tipo di problematiche. Afferma a tal proposito un altro specialista del centro, il dott. Gaudioso Del Monte: “Il Centro Abax dispone delle tecnologie adatte per poter effettuare con successo OCT di ultimissima generazione. Inoltre, è con una certa soddisfazione che posso affermare come il Centro Abax sia una delle prime realtà in in Piemonte a disporre dell’ Angio OCT, uno strumento che consente di studiare la vascolarizzazione della macula senza iniettare coloranti. Tutto ciò nell’interesse dei pazienti, a cui vogliamo garantire una diagnosi tanto efficace quanto non invasiva.” Sull’argomento si sofferma anche il dott. Guido Caramello, che spiega: “L’Angio OCT permette a noi specialisti di eseguire la diagnosi delle maculopatie su tutti i soggetti, nel rispetto della loro diversità, in quanto non vi sono sostanze estranee da inserire nell’organismo. Inoltre, diversamente dall’angiografia tradizionale, che ha durata limitata nel tempo e fornisce immagini solo bidimensionali, l’Angio OCT è eseguibile in qualsiasi momento, permettendo di studiare la circolazione retinica per mezzo di più complete scannerizzazioni tridimensionali. In definitiva, l’Angio OCT è la metodica di diagnosi delle maculopatie più accessibile e più efficace. Sono fiero di poter dire che il Centro Abax è in assoluto il primo centro medico in provincia di Cuneo a fare ricorso a questa innovativa tecnica diagnostica.”

    La diagnosi delle Maculopatie a Cuneo

    La presenza di tecnologie d’avanguardia e di un personale preparato e dalla comprovata esperienza in ambito sia nazionale che internazionale configura dunque il Centro Abax di Cuneo come il luogo ideale per potersi sottoporre alla diagnosi non solo delle patologie maculari, ma anche delle più svariate malattie e difetti che riguardano la vista.

     

    Se credi che sia arrivato il momento di una visita oculistica, e se desideri scoprire di più su come curare le maculopatie, contatta oggi stesso il Centro Abax di Cuneo.

     

    E ricorda: trattandosi di un centro polispecialistico, i medici Oftalmologi potranno avvalersi della collaborazione continua di specialisti provenienti da altri ambiti, come ad esempio la Chirurgia Vascolare e la Chirurgia Oculofacciale, in modo da assicurare al paziente una presa in carico a 360°, rispettosa dei suoi bisogni specifici e delle sue richieste particolari.

     

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