• 5 malattie del piede che potresti incontrare dopo i 50 anni

    5 malattie del piede che potresti incontrare dopo i 50 anni

    Superata la fatidica soglia dei 50 anni ci si approccia ad una nuova fase della vita, tutta da vivere con un diverso livello di consapevolezza di sé e con la voglia di dare finalmente voce alle proprie passioni e talenti.

    Ecco perché diventa importante fare attenzione al proprio stato di benessere e a tutti quei segnali che arrivano dal nostro corpo: essi possono infatti essere il campanello d’allarme che ci indica eventuali problematiche che possono metterci i bastoni tra le ruote. Da questo punto di vista, una problematica particolarmente sentita dalla popolazione italiana over 50 – ma non solo – è quella delle malattie reumatiche.

    Come affermato dalla stessa Società Italiana di Reumatologia, ogni terapia è tanto più sicura di darci dei risultati quanto più precocemente viene messa in atto; di conseguenza, una diagnosi molto rapida è indispensabile per poter istituire un percorso terapico adeguato.

    Saper riconoscere per tempo le malattie reumatiche è dunque importante per godersi serenamente la fase più matura della propria vita. E’ con questo spirito che, tempo fa, abbiamo condiviso sul nostro blog e sulla nostra pagina Facebook l’articolo “5 malattie della mano che potresti incontrare dopo i 60 anni – e non solo”. Allo stesso modo, oggi condividiamo questo nuovo articolo, in cui elenchiamo 5 tra le principali malattie reumatiche del piede che colpiscono gli over 50 e i sintomi che le caratterizzano, per supportare la diffusione di una cultura della prevenzione che possa aiutare i nostri lettori a marciare con sempre più serenità e convinzione verso i prossimi traguardi della vita, senza ostacoli.

    Malattie del piede dopo i 50 anni

    Gotta

    Conosciuta anche come “la malattia dei re e dei grandi del passato”, – in quanto tendente ad esordire in seguito a pasti abbondantila gotta è in realtà una patologia più dolorosa che nobile. Si tratta di una malattia reumatica che, pur essendo inizialmente asintomatica, non tarda successivamente a manifestarsi con episodi di gonfiore, rossore e dolore, localizzati all’altezza delle articolazioni del piede. La gotta è causata in particolare da un eccessivo accumulo di acido urico nel sangue, sotto forma di cristalli di urato monosodico, che avviene qualora non vi sia una sua sufficente escrezione tramite le urine. In tal senso, un eccessivo consumo di birra, carne rossa, crostacei e frutta può effettivamente portare a questa condizione: per questo, è sempre utile avere il supporto costante di un nutrizionista, per riuscire a seguire una dieta che sia il più possibile equilibrata.

    In Italia, i pazienti affetti da gotta sono quasi cinquecentomila, per lo più uomini over 40 e donne in menopausa. Non di rado, la gotta si associa a condizioni di ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e obesità.

    Alluce Valgo

    L’alluce valgo consiste in una deformità della parte anteriore del piede. Essa si presenta come una deviazione laterale dell’alluce, che determina a sua volta un’ulteriore deviazione assiale delle altre falangi del piede. Inoltre, caratteristica dell’alluce valgo è una sporgenza ossea che, posizionata sul lato interno del piede, è fonte di dolore e limitazioni alla mobilità.

    Si riconoscono due tipologie di cause dietro all’insorgenza dell’alluce valgo:

    • Cause genetiche e costituzionali: in tal caso, si parla di alluce valgo primitivo.
    • Cause acquisite, come malattie autoimmunitarie, degenerative e post-traumatiche: esse portano all’alluce valgo secondario.

    L’alluce valgo è in assoluto una delle malattie del piede più diffuse, oltre a riguardare principalmente il mondo femminile: più di un terzo delle donne del Belpaese, infatti, soffre di questo disturbo. In più, l’alluce valgo può a suo volta essere l’elemento scatenante di due ulteriori problematiche del piede: metatarsalgie e dita a martello.

    Date le insidie derivanti da questo problema al piede, è importante provvedere ad una sua diagnosi tempestiva, mediante radiografie e altri test strumentali svolti in sinergia con uno specialista in Ecografia.

    Metatarsalgia

    Quelle metatarsali, posizionate tra le ossa della caviglia e quelle delle dita, sono le ossa più lunghe del piede. Per metatarsalgia ci si riferisce a una serie di sindromi che colpisce proprio questa zona del piede. Tale disturbo è caratterizzato da sensazioni di forte dolore all’altezza delle teste metatarsali, tali da rendere difficile camminare: la funzionalità del piede ne risulta dunque fortemente ridotta. Come già accennato, le metatarsalgie compaiono spesso in associazione con l’alluce valgo, ma non solo: esse possono manifestarsi anche in seguito a traumi – ad esempio fratture – o come conseguenza del diabete, a causa delle degenerazioni nervose che esso provoca.

    Una tipologia particolare di Metatarsalgia è il Neuroma di Morton, disturbo molto frequente che colpisce soprattutto le donne. Esso è caratterizzato da una sensazione di dolore generalizzato ma intermittente e particolarmente “pungente” nella zona dell’avampiede, a volte associato a formicolii.

    Le cause del Neuroma di Morton sono sconosciute, anche se è possibile riconoscere dei fattori facilitanti: in particolare, l’eccessiva vicinanza delle teste metatarsali e la presenza di piede cavo, che a sua volta determina uno squilibrio del carico nella parte anteriore del piede.

    Dita a martello

    Questa deformazione del piede molto comune si presenta come curvatura dell’articolazione terminale di una o più falangi – spesso la seconda, terza e quarta. Le falangi, così flesse, assumono il caratteristico aspetto “ad artiglio”. Una volta cronicizzata, tale patologia si associa a fastidiosi fenomeni di callosità plantare dolente.

    Tra le cause principali del dito a martello, vale la pena citare malformazioni del piede, siano esse congenite o acquisite, presenza di piede cavo, oppure l’alluce valgo.

    Fascite plantare

    Posizionata nella zona mediale del calcagno, la fascia plantare è un cordone fibroso finalizzato all’assorbimento dell’impatto del piede con il suolo quando si cammina o si corre. Con l’avanzare dell’età, ma anche in seguito ad attività sportive o lavorative particolarmente stressanti per tallone e tessuti adiacenti, l’elasticità della fascia plantare viene meno. Di conseguenza, il piede non riesce più ad assorbire adeguatamente l’urto con il terreno, e si viene a formare un’infiammazione particolarmente dolorosa, che prende il nome di fascite plantare.

    Una delle particolarità della fascite plantare è la natura “migratoria” del dolore che ne deriva: esso, se a volte si presenta al centro del tallone, in altre tende a irradiarsi fino alle dita del piede, o, ancora, fino alla parte posteriore della gamba, rendendo impossibile non solo correre, ma addirittura la semplice camminata.

    Quale trattamento per le malattie del piede?

     

    Il trattamento di tali patologie, a seconda delle caratteristiche che esse presentano, può essere farmacologico o chirurgico. Nello specifico, il trattamento chirurgico delle malattie del piede presentava in passato alcune problematiche, legate al fatto che esso tendeva a correggere gli aspetti ossei delle deformità, o a ritonificare le parti molli, senza tuttavia apportare correzioni definitive. Conseguenza naturale di ciò erano livelli alti di recidività dei problemi trattati e un percorso post-operatorio molto doloroso per il malcapitato paziente.

    Al giorno d’oggi, l’evoluzione tecnologica consente ai pazienti di rivolgersi con più ottimismo agli specialisti in chirurgia del piede, date la natura definitiva delle correzioni apportate e il profilo di bassa invasività delle tecniche chirurgiche adottate. In particolare, le tecniche percutanee di correzione dei problemi al piede presentano vantaggi evidenti, tra cui l’assenza di fastidiose e antiestetiche cicatrici e la scomparsa del dolore post-operatorio.

    La cura del piede a Cuneo

     

    Come abbiamo visto, le malattie del piede possono presentarsi sotto varie forme. Tale varietà richiede una solida preparazione multidisciplinare da parte degli specialisti medici che lavorano in campo ortopedico. Essi devono idealmente non solo possedere un’importante esperienza professionale, ma anche essere in grado di curare i differenti bisogni specifici di ogni paziente.

    Il dott. Vincenzo Langerame, specialista in Chirurgia del piede del Centro Abax, risponde a queste caratteristiche, e, grazie al supporto di tecnologie di prim’ordine, ha la possibilità di analizzare con attenzione ogni patologia del piede, in modo da suggerire il trattamento – medico piuttosto che farmacologico – che meglio si adatta alle necessità del caso.

    Infine, la continua collaborazione tra professionisti provenienti da diverse specialità rende il Centro Abax di Cuneo il luogo ideale per il paziente dove poter recuperare la piena funzionalità dei propri piedi.

     

    Richiedi oggi stesso informazioni sul trattamento delle malattie del piede, e prenota una visita presso il Centro Abax / Centro Laser Chirurgico di Cuneo.

    Scopri di più su Curriculum Vitae e orari di visita del dott. Vincenzo Langerame, lo specialista in Chirurgia del Piede del Centro Abax: clicca qui.

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