• Caldo record: quali effetti sul nostro organismo?

    Caldo record: quali effetti sul nostro organismo?

    Il gran caldo estivo è arrivato, e sicuramente non in punta di piedi: in diverse parti del Belpaese si raggiungono temperature estremamente elevate, fino ai 40 ° C. Come questo possa influire sulla nostra vita quotidiana lo sappiamo fin troppo bene: siamo più stanchi, meno dinamici, sull’orlo del surriscaldamento…

    Sicuramente, da questo punto di vista, l’attuazione di piccole e semplici azioni preventive può aiutarci a contrastare gli effetti negativi della calura estiva: bere abbastanza acqua, essere protetti dal calore, non fare intenso esercizio fisico … In breve, il proteggersi il ​​più possibile per evitare di subire un colpo di calore potrebbe davvero mettere in sicurezza la nostra salute.

    Ma concretamente, come fa il corpo umano a far fronte a queste condizioni estreme di calore? Perché il caldo è così pericoloso, e quali dei nostri organi sono più a rischio con queste temperature così elevate? Infine, come possiamo difenderci dalle conseguenze di un aumento eccessivo delle temperature?

    Rispondiamo a queste domande con un nuovo articolo!

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    Caldo record: quali effetti sul nostro organismo?

     

    La temperatura del corpo umano, generalmente, oscilla tra i 36 e i 38 °C. All’interno di questo intervallo, le reazioni biochimiche devono procedere normalmente affinché le nostre cellule e organi funzionino correttamente. Di fronte a cambiamenti ambientali che potrebbero portarlo fuori dalla sua zona di comfort, come durante un’ondata di caldo, il corpo umano è in realtà ben equipaggiato: attraverso la termoregolazione, infatti, si innesca la risposta fisiologica del nostro organismo, e si riduce la temperatura interna a livelli più usuali. L’attività di termoregolazione del nostro corpo può essere paragonata a quella di un termostato domestico: se la temperatura si discosta troppo da quella impostata, i sistemi di riscaldamento o di condizionamento dell’aria lavorano affinché si raggiunga nuovamente la temperatura desiderata.

    Nel corpo umano, questo termostato si trova alla base del cervello, nell’ipotalamo. È qui che l’informazione fornita dai sensori atti alla rilevazione della temperatura e situati nei nostri organi periferici, come la pelle oi muscoli, è integrata ed elaborata, innescando una risposta fisiologica quando necessario.

    La prima (e la più importante) risposta fisiologica è la produzione di sudore: evaporando, esso ci aiuta a dissipare il calore, tanto attraverso la pelle quanto nelle estremità del corpo (mani, piedi).

     

    Pur essendo molto efficace per il raffreddamento del corpo, questo tipo di termoregolazione può però richiedere il consumo di una grossa quantità d’acqua, fino ai 2 litri all’ora. E’ per questo che diventa così importante bere grandi quantità d’acqua: per “riempire il nostro serbatoio”, e dunque far sì che la termoregolazione continui. Bevendo, assorbiamo inoltre gli elettroliti e i sali necessari per mantenere il pH e il corretto funzionamento delle nostre cellule.

     

    Colpo di calore: cosa accade al nostro organismo? 

    Ma precisamente, cosa può accadere in caso di colpo di calore? La risposta a questa domanda arriva dall’osservazione di come la risposta termoregolatoria influisce sul funzionamento dei nostri vari organi, e su come essi reagiscono alle temperature estreme.

    Quello cardiovascolare è uno dei primi sistemi ad essere colpiti. La fragilità del sistema cardiovascolare a temperature alte è dovuto proprio al funzionamento dei meccanismi di termoregolazione del nostro corpo: per sudare, infatti, il flusso sanguigno deve spostarsi dagli organi centrali agli organi periferici, in modo che possa raffreddarsi. La perdita di acqua attraverso il sudore e la ridistribuzione del flusso sanguigno provocano una diminuziuone della pressione sanguigna, mentre, nel tentativo di mantenere la circolazione del sangue attraverso gli organi vitali, il battito del cuore accelera.

    Un’eccessiva perdita d’acqua o un crollo della pressione sanguigna possono causare svenimenti, e, nei casi più gravi, uno scompenso cardiaco.

    Anche per questo, affidarsi alla consulenza di specialisti nel campo della medicina e chirurgia cardiovascolare può essere un’arma in più nella lotta contro gli scompensi dettati dal caldo.

     

    Un organo a soffrire particolarmente lo stress della calda stagione estiva è il cervello. L’aumento delle temperature e la disidratazione possono infatti interrompere la comunicazione tra le cellule nervose,  e persino danneggiarle, o causarne la morte. La messa in pericolo dei I percorsi cognitivi può portare a alterazioni emotive e a sintomi particolarmente fastidiosi, come il mal di testa

    Ma come il nostro corpo cerca di tutelare il cervello in questi casi di surriscaldamento? E’ la respirazione a intervenire in tal senso: il corpo aumenta la frequenza della respirazione, che contribuisce a rinfrescare il sangue in circolo. 

     

    La perdita di acqua e sali attraverso la sudorazione influisce anche sul tratto urinario. In tal caso, sotto l’influenza dell’ormone antidiuretico, prodotto dal cervello, il riassorbimento di acqua e sali viene stimolato al fine di compensare la perdita di pressione sanguigna nel sistema cardiovascolare.

    Diretta conseguenza di ciò è un cambio nell’attività dei nostri reni, che produce sempre meno urina. 

     

    Ascoltare il proprio corpo per proteggersi dal caldo

     

    Abbiamo visto come il nostro corpo sia in grado di rispondere in maniera particolarmente articolata all’aumento delle temperature. tuttavia, non dobbiamo dimenticare i limiti del nostro organismo, se vogliamo trascorrere un’estate in piena salute. 

    Una temperatura corporea superiore a 40 ° C spinge il sistema ai suoi limiti e oltre le sue capacità di auto-guarigione. In questo caso, il rischio  di una compromissione definitiva del funzionamento degli organi è reale.

    Mai come d’estate, è importante imparare ad ascoltare il nostro organismo: trascurare i consigli dati dalle autorità sanitarie e dagli specialisti medici in tempi di ondata di calore significa spingere l’organismo ai limiti della fisiologia umana, con tutto ciò che ne può scaturire in termini di salute. Ciò vale soprattutto per le persone a rischio, come gli anziani e i pazienti con una storia di malattie cardiovascolari alle spalle, ma anche per neonati e i bambini, che, da parte loro, dipendono dalla vigilanza strettamente dei loro genitori; sono loro a dover prendere le misure necessarie per proteggerli.

    Ricorda che lo staff medico del Centro Abax, un team composto da specialisti  è sempre a disposizione per sostenerti e per consigliarti sulle pratiche da seguire per difendere te e chi ami dal caldo. 

     

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