• 3 patologie della vista, superati i 50 anni

    3 patologie della vista, superati i 50 anni

    I 50 anni sono una tappa meravigliosa da raggiungere: lasciata alle spalle la prima parte della nostra vita, se ne apre una nuova, piena di nuove possibilità. Lavoro, famiglia, amore: non c’è campo dove, superati i 50 anni, non sia possibile imbattersi in meravigliose sorprese. 

    Per affrontare con entusiasmo questa nuova fase, non c’è niente di meglio che poter contare su una vista ben funzionante, che ci consenta di… guardare lontano!

    Fortunatamente, gli sviluppi degli ultimi anni in campo oftalmologico consentono di trattare diverse patologie della vista e difetti visivi, a volte anche contemporaneamente, senza intaccare negativamente la funzionalità del nostro sguardo. 

    Non solo cataratta: le patologie della vista, superati i 50 anni

     

    Tra le più note patologie della vista c’è sicuramente la cataratta. Tuttavia oltre a tale patologia, che colpisce in particolare gli over 60, esistono anche altri disturbi, sicuramente non meno degni di attenzione, e che tendono a presentarsi una volta compiuti i 50 anni d’età. Continua la lettura di questo nuovo articolo del nostro blog per scoprire come oggi sia possibile sbarazzarsi di queste patologie in maniera non invasiva. 

    Sindrome dell’occhio secco: cause e sintomi

    La sindrome dell’occhio secco è una malattia spesso sottovalutata, pur essendo di frequente osservazione. 

    A caratterizzare la sindrome dell’occhio secco è un’alterazione del film lacrimale, ossia della struttura liquida che ricopre gli occhi e che, in condizioni normali, li lubrifica e li protegge; alterazione dovuta a un malfunzionamento delle Ghiandole di Meibomio, deputate a produrre sostanze che, stendendosi sul film lacrimale, ne consentono la stabilità e ne prevengono l’evaporazione. 

    La patologia si manifesta spesso con sintomi particolarmente fastidiosi, come vista offuscata, bruciore e prurito agli occhi, eccessiva sensibilità alla luce. 

    Curare la sindrome dell’occhio secco è possibile, grazie alla luce pulsata

    Tradizionalmente, il trattamento della sindrome dell’occhio secco non va oltre il mantenimento di un buon livello di igiene palpebrale, accompagnato dall’applicazione di colliri. Tuttavia, tali trattamenti in collirio si rivelano spesso insufficienti per alleviare il disturbo accusato dai pazienti.

    Ad oggi, nuove strumentazioni consentono di effettuare trattamenti più completi e adeguati della patologia in questione. Ne è un esempio l’E-Eye, tecnologia che sfrutta la luce pulsata per aiutare le ghiandole lacrimali a riprendere la loro normale attività: essa produce infatti particolari impulsi luminosi, perfettamente calibrati in modo da stimolare le ghiandole di Meibomio a ripristinare il proprio corretto funzionamento già nei giorni successivi al trattamento. 

    Clicca qui per leggere il nostro articolo sul tema e scoprire come diagnosticare e curare al meglio la sindrome dell’occhio secco.

    Maculopatie? Preveniamole tempestivamente

    Le maculopatie sono patologie della vista che colpiscono la macula, la piccolissima parte dell’occhio deputata al funzionamento della visione distinta centrale: quella che tutti noi siamo abituati ad usare quotidianamente per leggere, guidare, riconoscere forme e colori. Ad essere colpite dalle patologie maculari sono soprattutto le persone con più di 55 anni di età, in particolare le donne. In generale, tra i fattori che possono influire su una loro eventuale comparsa vanno citati fumo, alcol, ipertensione arteriosa e predisposizione genetica. 

    Ad oggi, sfortunatamente, non esistono delle terapie totalmente risolutive per le diverse tipologie di maculopatie esistenti. Per questo, la prevenzione assume un ruolo fondamentale nella battaglia contro questo tipo di patologie. Solo tramite azioni preventive mirate si può infatti andare ad agire  sui fattori scatenanti delle degenerazioni in maniera efficace. 

    Sicuramente, l’adozione di uno stile di vita sano, unita a controlli della pressione arteriosa e a percorsi diagnostici ben strutturati, può rappresentare uno step importante nella lotta contro le maculopatie, ancor prima che esse si presentino. 

    Da questo punto di vista, anche la pratica di alcuni sport può aiutare. Ad esempio, abbiamo già visto in un precedente articolo come il trekking sia un vero toccasana per la salute del sistema cardiocircolatorio: clicca qui per scoprire i vari benefici per la salute legati a questa entusiasmante pratica sportiva.

    Lo sviluppo recente delle tecnologie in campo medico permette peraltro di effettuare diagnosi precise che, se svolte tempestivamente, aprono le porte a trattamenti precoci, e, dunque, ad una prognosi migliore per il paziente. 

    La soluzione è l’Angio OCT: di cosa si tratta?

    A tal proposito, l’Angio OCT è metodologia diagnostica di sicuro affidamento. Essa consente un’analisi approfondita di retina e macula, grazie all’adozione di scannerizzazioni tridimensionali. Non solo: tale innovativa metodologia diagnostica è del tutto non invasiva per il paziente, dato il mancato ricorso ad iniezioni di coloranti nell’organismo, altresì previsto nelle procedure tradizionali. 

    Accessibilità e precisione dei risultati diagnostici caratterizzano dunque l’Angio OCT. Non è un caso che il Centro Abax abbia voluto appropriarsi di questa tecnica diagnostica, ponendosi tra l’altro come primo centro medico in provincia di Cuneo a farlo.  

    Clicca qui per leggere l’articolo del nostro blog dove gli specialisti in Oftalmologia del Centro Abax presentano i vantaggi legati all’Angio OCT.

    Il glaucoma: una patologia senza sintomi

    Una delle principali patologie della vista per gravità e diffusione, il glaucoma è causato, di solito, da un aumento della pressione dell’occhio e dal conseguente disequilibrio tra produzione e scarico dell’umor acqueo, liquido trasparente ivi contenuto. Ciò che rende il glaucoma così temibile è il fatto che tale patologia sia asintomatica, se non quando si trova in fase avanzata. Non solo: se non trattato, il glaucoma può, eventualmente, portare alla cecità. 

    Il trattamento del glaucoma? E’ chirurgico

    I trattamenti chirurgici del glaucoma mirano a ottenere un abbassamento della pressione oculare, creando una via alternativa per il deflusso dell’umor acqueo. 

    Negli ultimi anni nuove tecniche di chirurgia “non perforante” permettono di realizzare tutto ciò nel modo meno invasivo possibile, senza creare alcun tipo di danno collaterale alla vista dei pazienti. Ciò che valorizza le tecniche chirurgiche non perforanti per il trattamento del glaucoma è la conservazione della membrana Trabecolo Descemetica: il suo scopo è quello di modulare il passaggio dell’umor acqueo verso lo spazio sottocongiuntivale, ossia quell’area situata appena sotto la superficie trasparente dell’occhio. La preservazione della membrana Trabecolo Descemetica impedisce quel collasso dell’occhio (con pressione a zero) che avviene invece nelle tecniche tradizionali di chirurgia perforante – come la c.d. Trabeculectomia, la più utilizzata. Ne conseguono un decorso post-operatorio più leggero e una notevole riduzione dei rischi infettivi. 

    Recupero visivo? Uno specialista può aiutarti

     

    Come vedi, esistono diverse possibilità per chi decide di non rinunciare alla funzionalità dei propri occhi in una fase della vita così potenzialmente ricca di nuovi stimoli e sorprese, com’è quella che arriva dopo i 50 anni. 

    A prescindere dalle patologie della vista che ci si trova a fronteggiare, il ruolo più importante viene ricoperto da una diagnosi precisa e tempestiva, e da una prevenzione precoce e costante. Per questo, non esitare a rivolgerti ad un oculista per un consulto specialistico, calibrato sui tuoi bisogni. 

    Contatta il centro per avere maggiori informazioni al riguardo: è facile, e senza tempi d’attesa. Clicca qui.

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