Carbossiterapia

La carbossiterapia è utilizzata, in ambito medico-estetico, per trattare cellulite, smagliature e rilassamento cutaneo di volto, collo, addome, braccia e cosce, oltre che come complemento della liposuzione per migliorare l’elasticità cutanea.La cellulite si definisce come una pannicolopatia legata ad infiammazione cronica, che determina una combinazione di edema da stasi e fibrosi del tessuto connettivo. A causa di questa alterazione le scorie si accumulano con la formazione di edemi e noduli che conferiscono il tipico aspetto a buccia d’arancia.

Nella maggior parte dei casi, la cellulite è di tipo misto ed è caratterizzata sia da adiposità localizzata, sia da pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS).

Vari trattamenti agiscono sulla componente di edema aumentando la vascolarizzazione e migliorando il deflusso venoso e linfatico. Altri invece sollecitano le fibre elastiche e il collagene per ristrutturare il tessuto connettivo e ottenere un complessivo miglioramento della componente fibrosclerotica.Dagli anni ‘90 sono stati pubblicati articoli scientifici sull’efficacia dell’anidride carbonica (CO2) in medicina estetica. La regolazione del flusso ematico locale è, infatti, effettuata da vari fattori, tra cui riveste un ruolo fondamentale la CO2. La Carbossiterapia ha quindi un ruolo nel riequilibrare la microcircolazione, quando la stessa è alterata (angiopatie, cellulite, ecc… ), per la sua azione di vasodilatatore arteriolare e metarteriolare.La CO2 ha, sull’adiposità localizzata, un effetto lipolitico diretto – fratture degli adipociti legate all’azione meccanica del flusso iniettato – e un effetto lipolitico indiretto – legato alla capacità del gas di aumentare la biodisponibilità dell’ossigeno per le attività metaboliche dell’adipocita, tra cui i processi ossidativi degli acidi grassi. Un ulteriore effetto “bruciagrassi” è dovuto alla distensione dei tessuti (per il volume iniettato), poiché vengono liberate sostanze che favoriscono l’azione di enzimi deputati all’idrolisi dei trigliceridi.

La carbossiterapia realizza quindi i due obiettivi fondamentali: quello di tipo lipolitico e quello di riabilitazione della microcircolazione.

La somministrazione del gas viene effettuata con un’apparecchiatura sofisticata, che permette di erogare la CO2 in modo controllato; il flusso  iniziale è ridotto, per limitare la modesta sensazione di fastidio. Superata questa prima fase di pochi minuti, si arriva al flusso di erogazione standard di 50-80 ml/minuto. Una seduta dura circa 15-20 minuti. Il numero delle sedute, la scelta di sede e di flusso terapeutico variano in base alla patologia da trattare (in media da sei a dieci sedute mono o bisettimanali consecutive) e i cicli terapeutici possono eventualmente essere ripetuti.

I risultati clinici, osservati da vari studi, dimostrano che a livello delle cosce si ottengano una riduzione della circonferenza e un importante miglioramento dell’elasticità e delle irregolarità cutanee. In condizioni di normalità la CO2 è del tutto  eliminata alla fine del trattamento.