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Dott. Piercarlo Gerbino Promis

Medico Chirurgo Specialista in Neurologia e Neurofisiopatologia

Aree di specializzazione: epilessia, malattie cerebrovascolari, patologie del sonno, neurofisiologia.

Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia e la specializzazione in Neurologia presso l’Università degli Studi di Torino nel 1978, inizia la sua attività presso la S.C. Neurologia ASO S. Croce e Carle di Cuneo, prima come assistente dal 1977 al 1987, poi come aiuto dal 1987 al 1996, infine come dirigente medico I° livello dal 1996 al 2017. 

Dal 2007 al 2017 ha ricoperto l’incarico dirigenziale di Responsabile di Struttura Semplice del “Centro Ictus” ed è stato il principale responsabile e organizzatore della gestione della terapia dell’ictus in particolare nella fase acuta.

Ha partecipato a numerosi corsi di perfezionamento in Elettroencefalografia Clinica ed Epilessia – fra cui alcuni diretti dal Prof. Henry Gastaut di Marsiglia – e sulla patologia del sonno. È stato relatore in molti Congressi e corsi di aggiornamento, in particolare sulle malattie cerebrovascolari, nonché autore e coautore di varie pubblicazioni.

Giorno della settimana: martedì mattina e giovedì pomeriggio

Studio: n. 5

Che cosa si intende per emicrania con aura?

L’emicrania è una cefalea primitiva, colpisce 10% della popolazione adulta ed è più frequente nel sesso femminile.

Nell’emicrania con aura gli attacchi di cefalea sono preceduti da disturbi neurologici reversibili definiti “aura”, per lo più di breve durata. L’aura più frequente è quella visiva con deficit visivo (emicampo destro e sinistro) e scotomi; meno frequentemente si possono avere disturbi sensitivi, motori, del linguaggio, vertigini. Esordisce solitamente in età giovanile, spesso scompare spontaneamente dopo 30-35 anni, con successiva possibile ricomparsa dopo i 50 anni.

Qual è la frequenza e la gravità dell' Ictus cerebrale?

L’ictus cerebrale è la terza causa di morte in Italia, la seconda in Piemonte. Si calcola che oltre 200.000 ogni anno vengano colpiti da ictus: nell’80% dei casi  si tratta del primo episodio, nel 20% di recidiva.

Negli ultimi anni si è assistito ad una riduzione della mortalità e morbilità dell’Ictus grazie a un miglioramento diagnostico e alla possibilità di nuove terapie in fase acuta (trombolisi endovenosa entro la 4.5 ore e intra arteriosa  entro le 6 ore).  Pertanto, è importante un rapido arrivo in ospedale dopo l’Ictus cerebrale.