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Calazio

Una prestazione specialistica svolta presso il Centro Abax

Il calazio è una cisti della palpebra causata da un’infiammazione cronica delle ghiandole di Meibomio, ossia quelle che producono la componente lipidica delle lacrime. Può trattarsi sia di un problema acuto, sia di un problema cronico, e trasformarsi in un nodulo duro al tatto.

Il calazio causa dolore, eritema e gonfiore della palpebra, che si associano ad una sensazione di pressione. Il materiale purulento all’interno della cisti può fuoriuscire autonomamente, ma, qualora ciò non accada, è necessaria rimuoverlo tramite intervento chirurgico.

Qual è l'intervento per il calazio?

L’intervento d’elezione per il calazio è il curettage, che prevede il raschiamento della pelle finalizzato a rimuovere l’inestetismo.

Tale intervento è importante in quanto, se non ci si sottopone, risolvere il processo infiammatorio potrebbe risultare più difficile. Lo specialista in Oftalmologia presta molta attenzione alla rimozione del calazio, in modo da non danneggiare tessuti palpebrali sani e non lasciare residui, che potrebbero portare ad un’insoddisfazione del paziente.

 

Come si svolge il curettage?

Prima di asportare il calazio, si esegue un’anestesia iniettando sottopelle lidocaina cloridrato. Utilizzando una particolare pinza, si isola il calazio. Successivamente, si incidono la cute o il tarso, fino a raggiungere la cisti. Il chirurgo procede poi con l’asportazione della cisti e con il curettage vero e proprio, con la pelle che viene raschiata delicatamente per rimuovere le secrezioni infiammatorie. Se possibile, quindi, il chirurgo applica dei punti di sutura sulla zona operata; qualora ciò non sia possibile, a causa dello stato della cute, va tenuto comunque conto che la ferita si rimargina autonomamente e senza lasciare tracce, anche se più lentamente.

Dopo l'operazione

In seguito al curettage il medico prescrive l’antibiotico, da assumere in forma di gocce e/o di pomata. All’occhio viene quindi applicato un bendaggio, da rimuovere già qualche ora dopo.

A volte, nei giorni successivi, il paziente nota ancora un piccolo ispessimento palpebrale; questo tende comunque ad andar via spontaneamente nel giro di qualche settimana.

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