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Idrocele

Una prestazione specialistica svolta presso il Centro Abax

L’idrocele è un disturbo prettamente maschile che colpisce soprattutto i neonati, e che può essere congenito o secondario a traumi o infiammazioni. Esso si presenta come una sacca, un rigonfiamento a livello dello scroto, ripieno di liquido.

Mentre non esistono modalità di prevenzione per l’idrocele congenito, l’unico modo di prevenire quello secondario è di proteggere lo scroto da eventuali traumi. Pur non trattandosi, generalmente, di un disturbo pericoloso, che peraltro in età pediatrica tende a scomparire spontaneamente, in alcuni casi può essere necessario un trattamento.

 

Quale trattamento per l'idrocele?

La figura medica incaricata di intervenire sull’idrocele è quella dell’Urologo. Il trattamento dell’idrocele è chirurgico, ed è finalizzato alla rimozione del rigonfiamento.

Preparazione all'intervento per l'idrocele

Il trattamento chirurgico non può prescindere da una corretta diagnosi. Per questo, si rende necessaria una visita urologica preliminare. Tramite un esame obiettivo, l’Urologo valuta innanzitutto se lo scroto presenta rigonfiamenti, e se è indolore al tatto. Esercitando una pressione sullo scroto e sull’addome, il medico verifica poi la presenza di un’eventuale ernia inguinale. Ricorrendo ad una fonte di luce per illuminare lo scroto, il medico può individuare il liquido presente nell’area testicolare.

Eventualmente, al fine di escludere altre problematiche – come infezioni, ernie e tumori – l’Urologo può affidarsi ad altri esami, come quello ematico e l’ecografia. Ciò, nel Centro Abax, è reso possibile dalla collaborazione con specialisti in Ematologia e Ecografia.

Come si svolge l'intervento chirurgico?

L’intervento, in base al caso specifico, può essere eseguito in anestesia generale o regionale. L’Urologo, dopo l’applicazione dell’anestetico, esegue un’incisione nello scroto o nella parte bassa dell’addome. Procede quindi a rimuovere l’idrocele. Successivo, uno speciale tubo viene posizionato in corrispondenza del rigonfiamento, al fine di drenare il liquido ivi contenuto. Infine, l’Urologo procede ad effettuare le opportune medicazioni, applicando una pratica fasciatura imbottita.

Dopo l'intervento

Il paziente è chiamato a mantenere la fasciatura per alcuni giorni dopo l’intervento, seguendo le indicazioni al riguardo del medico.

Il contatto con l’Urologo è fondamentale nel post-operatorio: l’idrocele, infatti, è una malattia che può ripresentarsi. Essendoci tale rischio di recidiva, è importante il follow-up da parte del medico nei confronti del paziente.

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