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Piccola chirurgia dell’orecchio

Una prestazione specialistica svolta presso il Centro Abax

L’orecchio, organo dell’udito, presenta una struttura più complessa di quello che potrebbe sembrare ad una prima visione. L’orecchio fondamentalmente è suddiviso in 3 parti:

  • orecchio esterno: costituito dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo. Il suo scopo è quello di raccogliere e convogliare le onde sonore;
  • medio, comprensivo di membrana e cassa timpanica, al cui interno sono posti una serie di ossicini importantissimi per la funzione dell’udito, ossia martello, incudine e staffa. Fa parte dell’orecchio medio anche la tuba di Eustachio, condotto di piccole dimensioni finalizzato ad equilibrare la pressione della cassa timpanica e quella atmosferica;
  • infine orecchio interno, dove è localizzato il recettore uditivo in grado di trasformare l’energia meccanica in impulsi nervosi.

Diversi fattori, patologici e non, possono minacciae questa complessa struttura, e, di conseguenza, la funzionalità dell’orecchio. Per fortuna, la chirurgia dell’orecchio negli ultimi anni ha visto una certa evoluzione, che permette il trattamento delle principali problematiche che investono l’apparato uditivo in diverse fasi della vita. Sono tre le principali problematiche dell’orecchio che vengono trattate chirurgicamente presso il Centro Abax:

  • otosclerosi;
  • otite cronica su base filogistica;
  • otite cronica colesteatomatosa.

La chirurgia dell'orecchio per l'otosclerosi

L’otosclerosi è una malattia del tessuto osseo dell’orecchio. Essa consiste nel blocco patologico della staffa nella finestra ovale, che causa l’impedimento della trasmissione del suono all’orecchio interno.

L’intervento chirurgico risolutivo, denominato stapedioplastica, consiste nell’asportazione della staffa, che l’Otorinolaringoiatra sostituisce con una piccola protesi costituita di materiale sintetico. La stapedioplastica è un intervento di chirurgia dell’orecchio che, venendo eseguito attraverso il condotto uditivo esterno, non lascia cicatrici visibili. L’intervento è peraltro replicabile, nell’eventualità in cui non vi sia un recupero uditivo significativo.

Dopo la stapedioplastica

E’ bene che il paziente prenda le seguenti precauzioni post-operatorie:

  • il giorno dopo l’intervento, il paziente deve rimanere a riposo a letto, evitando di appoggiarsi sull’orecchio operato;
  • il secondo giorno dopo la stapedioplastica il paziente può tornare alle normali attività di tutti i giorni;
  • per la settimana che segue la stapedioplastica, il paziente deve sottoporsi alla terapia antibiotica indicata dal medico. Trascorsa la settimana, vengono rimosse le medicazioni;
  • fino a circa 10 giorni dall’intervento, il paziente deve evitare di soffiare forte il naso, affinché non vi sia una dislocazione della protesi stapediale inserita durante l’intervento;
  • si consiglia, per i primi mesi dopo l’intervento di chirurgia dell’orecchio, di evitare i viaggi in aereo e le variazioni rapide di quota: dunque funivie, viaggi in montagna, immersioni;
  • è fondamentale mantenere un buon livello di igiene personale, onde evitare infiammazioni delle prime vie aeree;
  • si consiglia infine di evitare fumo di sigaretta e rumori intensi.

La chirurgia dell'orecchio per l'otite cronica su base filogistica

Otiti ricorrenti o persistenti e/o traumi, eventualmente, portano alla perdita definitiva di sostanza del timpano. In tali condizioni, è più facile che si creino infezioni. Si parla di otite cronica su base filogistica quando l’otite cronica non è in fase acuta e l’orecchio non presenta suppurazione. L’intervento di chirurgia dell’orecchio perla risoluzione del problema è la miringoplastica.

L’intervento di miringoplastica viene eseguito in anestesia locale o generale, a seconda dei casi, e prevede l’esecuzione di una piccola incisione cutanea, dietro al padiglione auricolare o per via canalare, e il prelievo della fascia del muscolo temporale. Con l’ausilio di un microscopio, l’Otorinolaringoiatra ricostruisce la membrana timpanica, utilizzando la fascia prelevata.

La chirurgia dell'orecchio per l'otite cronica colesteatomatosa

L’otite cronica colesteatomatosa è conseguente allo sviluppo, all’interno dell’orecchio medio, di tessuto cutaneo in eccesso, che, attraverso una perforazione della membrana timpanica, penetra nella cassa del timpano. Lo sviluppo di questo tessuto comporta la formazione di una cisti danni notevoli alle strutture
dell’orecchio medio, a volte anche dell’orecchio interno.
L’intervento di chirurgia dell’orecchio, in tal caso, è finalizzato alla normalizzazione della situazione in cui versa l’orecchio, e viene completato in più sedute.
L’Otorinolaringoiatra procede innanzitutto con la rimozione della cista e con le operazioni di puizia dall’orecchio. Le sedute successive consentono al medico di controllare la situazione ed evidenziare eventuali recidive, in modo da poter poi ricostruire le strutture danneggiate. L’intervento viene eseguito in anestesia generale, e la singola seduta di chirurgia dell’orecchio dura alcune ore.

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