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25% della popolazione ne è affetta: le vene varicose non guardano in faccia nessuno, neanche in tempi Covid.

Se non trattate, le vene varicose possono avere un forte peso sulla nostra qualità di vita. Vediamo come, anche in questo delicato periodo storico, la chirurgia flebologica può essere gestita in sicurezza e con i più alti standard di qualità.

Come da mesi ormai sentiamo ripetere in tv, o come purtroppo abbiamo magari già avuto modo di vivere sulla nostra pelle, in Italia e in altri Paesi del mondo, l’attuale pandemia di Covid 19 sta complicando fortemente la gestione di molti percorsi di cura conducendo, a volte, a veritiere situazioni di emergenza. Come segnalato dalle Società scientifiche, oltre che per patologie invalidanti come infarti, ictus o ischemie agli arti inferiori, ciò vale anche per malattie apparentemente meno invalidanti ma capaci di incidere pesantemente sulla qualità di vita delle persone in età produttiva.

Un tema di importanza sociale, e con volumi epidemiologici importanti – oltre il 25% della popolazione ne è affetta – che sta “soffrendo” a causa di questa recente situazione sanitaria è quello dell’insufficienza venosa, specie se associata a un’altra specifica malattia che colpisce soprattutto le donne, senza grandi distinzioni di età, come le vene varicose del sistema Safenico agli arti inferiori.

Abbiamo voluto approfondire questa particolare tematica insieme al dott. Novali Claudio, già Direttore per 24 anni del Reparto di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo e oggi a capo del servizio di chirurgia vascolare di uno dei principali centri medici della nostra provincia. 

Dott. Novali, possiamo parlare di innovazione ai pazienti del cuneese? 

Insieme ad alcuni colleghi vascolari, che come me effettuano la libera professione presso il Centro Abax, ho messo a punto un programma innovativo di chirurgia ambulatoriale complessa per il trattamento delle principali patologie vascolari. La novità non sta tanto nell’uso delle tecnologie più moderne e innovative che, peraltro, nel mio ruolo di Direttore al Santa Croce avevo introdotto molti anni fa (siamo stati fra i primi in provincia oltre 15 anni fa ad usare il Laser in queste procedure), quanto nelle modalità gestionali e di percorso di presa in carico del paziente. Al Centro ABAX possiamo infatti preparare, gestire, trattare e dimettere il paziente in poche ore e in massima sicurezza secondo gli standard di qualità dei Centri Europei più avanzati. 

Che tipo di chirurgia siete in grado di effettuare esattamente? 

Grazie alla presenza di una sala operatoria completamente attrezzata e certificata, e di un’equipe di infermieri altamente qualificati, presso il centro siamo in grado di dare una risposta a tutti coloro che necessitano di un intervento di safenectomia in quanto affetti da vene varicose del sistema safenico, utilizzando le più moderne tecniche di trattamento termoablativo con radiofrequenza, o con le più moderne e attrattive colle (cianaocrilato). In tal modo possiamo eseguire un intervento chirurgico in meno di un’ora, in totale sicurezza dal punto di vista sanitario e nell’assoluto rispetto delle norme anti-Covid. 

In che modo riuscite a garantire la sicurezza dell’intervento?

Un monitoraggio rigoroso e sofisticato di tutto l’intervento chirurgico è innanzitutto garantito dalla presenza di un medico Anestesista che in perfetta sintonia con il chirurgo gestisce le delicate fasi della procedura. L’intervento viene realizzato in anestesia locale con sedazione e assoluto controllo del dolore, sia nella fase intraoperatoria che in quella post-operatoria. 

La struttura dispone inoltre di strumenti come l’Eco-doppler di ultima generazione, e altri apparecchi per il trattamento specifico di queste patologie, che ci permettono di offrire al paziente la sicurezza di un continuo supporto tecnologico intra operatorio oltre che un monitoraggio adeguato.

Come viene gestito il decorso post-operatorio? 

In realtà la fase post operatoria è molto semplice. A titolo esemplificativo, ci tengo a raccontare la tempistica dei due ultimi pazienti trattati la scorsa settimana. Due uomini in piena attività produttiva, e in buone condizioni di salute, sono arrivati al Centro alle 10.30, sono stati operati e adeguatamente assistiti. Alle ore 14.00 dello stesso giorno sono stati “dimessi” e sono potuti rientrare a casa “con le proprie gambe “. Il rientro al domicilio si è avvalso dell’uso di una semplice calza contenitiva che, nell’arco di non più di 24/36 ore, ha consentito loro di riprendere la propria quotidianità e di tornare alle normali abitudini sociali.

C’è un limite di età per sottoporsi a questi interventi?

Come prima cosa vorrei sfatare un mito che aleggia tra le persone e cioè che, viste le modalità attuative di questa procedura, non esiste un’età limite per poter affrontare questi interventi. Se pensiamo alle complicanze a cui le vene varicose, quando sottovalutate o non correttamente trattate, possono condurre –  ulcere, trombosi, flebiti – è doveroso ed etico consigliare un trattamento mini invasivo ambulatoriale come quello da noi messo a punto. 

Inoltre credo fortemente che l’attività che da qualche mese a questa parte abbiamo messo in atto presso il Centro Abax rappresenti un’alternativa moderna e sicura per la gestione e il trattamento delle vene varicose con modalità e tempistiche che consentono di rassicurare il paziente e di offrirgli garanzie concrete. 

Altri progetti presenti e futuri? 

Oltre all’ambito Flebologico (vene varicose, capillari, ulcere, ecc.), siamo inoltre in grado di fornire al paziente un importante supporto per l’inquadramento delle Arteriopatie ostruttive che, se non trattate velocemente e in modo adeguato, possono condurre a condizioni mediche critiche e provocare forti disabilità. Nei nostri programmi futuri vi sarà la ripresa di una attività di screening su un tema a me molto caro in quanto Presidente dell’Associazione Pazienti TITOCCOTOCCATI che è quello della sensibilizzazione verso i Media e le Istituzioni della CAMPAGNA SULLA PREVENZIONE DELLE AMPUTAZIONI per cause vascolari.

Il dott. Claudio Novali è: 

  • Coordinatore Regionale della SICVE ( Societa Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare)  e dell’AFI (Associazione Flebologica Italiana)
  • Presidente Associazione Pazienti TITOCCOTOCCATI 
  • Responsabile Chirurgia Vascolare presso il Centro ABAX 

Per approfondire le esperienze del dott. Novali, visita la sua pagina personale. 

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