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Ortopedia e traumatologia d’eccellenza presso il Centro Abax di Cuneo

Le montagne della provincia di Cuneo offrono alcune tra le più belle escursioni al mondo. Ma a cosa serve saperlo se il nostro corpo non ci permette di approfittarne?

Da qualche mese a questa parte, innumerevoli articoli e interviste su giornali e canali televisivi mettono l’accento su un’estate 2020 all’insegna della montagna. Un ambiente che, grazie ai suoi ampi spazi naturali, poco popolati, diventa la meta turistica ideale per evitare assembramenti e stare in sicurezza. 

Se parliamo di montagne, la provincia granda non ha sicuramente nulla da invidiare a nessuno ed è inutile dire che le nostre Alpi Marittime e Cozie, con le loro vallate, cime, laghi alpini e boschi, offrono alcune tra le più belle passeggiate ed escursioni al mondo. 

Poter godere pienamente del palcoscenico naturale che ci circonda non è tuttavia sempre così scontato poiché è necessario avere una forma fisica più che buona, ma soprattutto un apparato locomotore ben funzionante! Dolori a piedi, caviglie, ginocchia, schiena… sono purtroppo spesso presenti all’interno delle nostre vite, per le ragioni più disparate, e possono limitare fortemente, a qualsiasi età, la nostra libertà di movimento. 

Recuperare l’autonomia funzionale, nel centro di Cuneo

 Situato nel cuore di Cuneo, e con un’equipe medica composta in gran parte da appassionati di montagna, il Centro Abax ha messo a punto un servizio di ambulatorio e microchirurgia ortopedica volto a dare una risposta rapida e sicura a coloro che soffrono di problemi e dolori alle articolazioni, legamenti, tendini, muscoli e ossa affinché anch’essi possano tornare a godersi le bellezze delle nostre montagne. 

Approfondiamo leggermente il discorso con alcuni degli specialisti di lustro a cui fa capo questo servizio: il dott. Lucio Piovani, primario emerito del reparto di Ortopedia dell’ASO S.Croce e Carle e attualmente responsabile di Ortopedia e Traumatologia di l’Humanitas Gradenigo, il dott. Vincenzo Langerame, conosciuto in tutt’Italia per le tecniche mini invasive di chirurgia del piede, il dott. Giorgio Centaro, dirigente medico presso il reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’ASO S.Croce e Carle di Cuneo, e il dott. Francesco Bucca

 Dott. Bucca, quale tipologia di pazienti può rivolgersi al Centro Abax? 

 Siamo un gruppo di ortopedici, con specializzazioni diverse, che opera in sinergia per offrire un supporto a svariati tipi di disturbi ortopedici. Per quanto riguarda le visite ambulatoriali, riceviamo dai pazienti con patologie croniche e acute delle articolazioni (mano, gomito, spalla, anca, ginocchio, piede e caviglia), ai tipici pazienti “sportivi”, che sovente soffrono di tendiniti, borsiti, lesioni muscolari, articolari e legamentose, fino a coloro che hanno subito, o dovranno subire, un’intervento chirurgico conseguente a un trauma (chirurgia protesica, riparazioni capsulo legamentose). 

 Dott. Piovani, è vero che il progresso tecnologico permette oggi di affrontare molti problemi ortopedici con interventi meno invasivi e più sicuri? 

 Assolutamente sì. Al Centro Abax, per esempio, siamo in grado di risolvere tutte le principali problematiche relative a mani e piedi con interventi chirurgici mini invasivi svolti in anestesia locale o tronculare periferica, sempre ovviamente in presenza di un medico anestesista. 

Disponiamo di una sala operatoria perfettamente equipaggiata all’interno della quale trattiamo micro chirurgicamente problemi della mano molto diffusi come il dito a scatto, il tunnel carpale, le cisti tendinee e articolari, le tendiniti o le fasciti. Un altro aspetto molto importante dell’attività ortopedica che svolgiamo qui al centro è la medicina rigenerativa, consistente nel prelievo di cellule dal corpo (es. Cellule mesenchimali adipose, monociti, cellule mononucleate, ecc.) per il trattamento infiltrativo della patologia degenerativa articolare, per il trattamento di lesioni cutanee post trauma o infezione, per il trattamento di cisti ossee, ecc. 

 Il dolore ai piedi colpisce un italiano su due; Dott. Langerame, cosa si può fare per dare sollievo a tutte queste persone? 

L’approccio che prediligiamo per curare efficacemente le patologie del cosiddetto “piede doloroso” – come alluce valgo e dita a martello, metatarsalgia, alluce rigido, Neuroma di Morton, sperone calcaneare e fascite plantare – è la chirurgia percutanea. Si tratta di una chirurgia mini invasiva e innovativa perché non prevede alcun taglio, o inserzione di mezzi metallici, e il recupero dopo l’intervento è decisamente rapido, oltre che poco doloroso. Tale progresso chirurgico ci permette di migliorare notevolmente la qualità di vita di molti pazienti che fino a qualche anno fa avrebbero preferito tenersi il dolore piuttosto che affrontare una chirurgia, spesso invasiva e dolorosa.