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Piani nutrizionali per Intolleranze e Disbiosi

Una prestazione specialistica svolta presso il Centro Abax

Le intolleranze alimentari consistono in un particolare tipo di reazioni avverse al cibo, diverse rispetto alle allergie. Rispetto a queste, infatti, le intolleranze sono dose-dipendenti, ossia sono strettamente legate alla quantità ingerita dell’alimento non tollerato, oppure sono causate dalla carenza di uno specifico enzima, o ancora dagli effetti tossici dell’alimento sulla mucosa intestinale (come nel caso dell’intolleranza al glutine).

Si parla invece di disbiosi qualora vi sia un’alterazione degli equilibri del Microbiota, ossia la ricca popolazione di microrganismi che abita l’intestino umano dando vita ai processi gastro-intestinali di eliminazione e consentendo il corretto funzionamento del sistema immunitario.

La terapia indicata per questo tipo di condizioni prevede l’assunzione di nuove abitudini alimentari, possibili tramite la prescrizione, da parte dello specialista in Nutrizione, di piani alimentari ad hoc.

Quale piano alimentare per le intolleranze?

L’adozione di un piano alimentare nuovo non può prescindere dalla corretta individuazione dei responsabili delle intolleranze. Una volta che questa è stata effettuata, il nutrizionista è in grado di indirizzare il paziente verso abitudini alimentari che eliminino i cibi responsabili delle intolleranze. Tale eliminazione non va intesa come permanente: l’obiettivo dei piani nutrizionali per le intolleranze è infatti quello di permettere una loro graduale reintroduzione, una volta che l’organismo, completamente disintossicato, e non riconoscendo più quegli alimenti come estranei e dannosi, è in grado di accettarli nuovamente senza problema alcuno.

Quale piano alimentare per la disbiosi?

Il piano nutrizionale per la disbiosi, generalmente, prevede:

  • una riduzione del consumo di zucchero, farine bianche raffinate, prodotti da forno molto lievitati, e, più in generale, di cibi eccessivamente raffinati, come snack, merendine e brioches;
  • una diminuzione del consumo di latte e derivati, carni suine ed insaccate, alcolici;
  • l’inclusione nella dieta di fibre solubili e insolubili, frutta e verdura fresca di stagione, legumi e cereali integrali (che preferibilmente non contengano glutine);
  • una predilezione per cibi naturali e biologici;
    l’integrazione di cibi fermentati, come yogurt, kefir, verdure fermentate naturalmente;
  • un aumento del consumo di acidi grassi essenziali;
  • l’incremento nell’assunzione di vitamina C;
  • la mancata assunzione di farmaci anti-infiammatori non-steroidei (FANS) e antibiotici;
  • in particolare per quei pazienti che soffrono di allergie alimentari forti, una rotazione di diverse diete.

Inoltre, per la correzione della disbiosi, la prescrizione di piani nutrizionali può essere associata all’assunzione di probiotici e frutto-oligosaccaridi (FOS), senza dimenticare l’importanza di un’attività fisica regolare e di un’idratazione costante. Può essere utile anche un intervento a livello emozionale, reso possibile, nel Centro Abax, dalla disponibilità di un servizio di Psichiatria.

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Massimo Ricci

Massimo Ricci

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